ACQUAVIVA COLLECROCE

Acquaviva collecroce - Kruč

Storia, arte, monumenti, tradizioni e feste religiose

 

Il paese si presenta, alla vista di chi lo raggiunge, adagiato sul fianco di una collina e circondato da una vegetazione selvaggia e rigogliosa. Deve il suo nome alla sua terra ricca di acque e alla presenza di numerose sorgenti e fontane.

Esistente già nel XIII sec., il piccolo centro molisano è stato, fino al XVIII sec.,  feudo del Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta.

Visitando Acquaviva Collecroce, colpisce la bellezza e le particolarità della Chiesa dedicata a Santa Maria Ester. La Chiesa originaria, molto diversa dall’attuale, venne costruita dal Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta verso la fine del 1500. Nel 1715 l’edificio venne ricostruito in stile barocco, dalle fondamenta di quello precedente, ed ingrandito. Particolarità che salta subito all’occhio sta nel fatto che la chiesa presenta la facciata principale rivolta verso il borgo e quella posteriore verso il nuovo abitato. Su entrambe le facciate è inoltre raffigurata la croce del Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta, che furono custodi dei luoghi di culto e dei simboli cristiani e feudatari di Acquaviva Collecroce. All’interno, l’altare maggiore non è separato dal resto della navata con la canonica balaustra che ritroviamo in altre costruzioni dell’epoca . La chiesa è un tripudio di opere d’arte che ricordano la sua origine cavalleresca, sia nei dipinti che nelle statue dei santi. Tra queste, quella di San Michele Arcangelo risalenti al 1763 è da attribuire allo scultore molisano Paolo Saverio di Zinno.

All’esterno della Chiesa, sotto il campanile è conservato il cosiddetto Quadrato Magico o Palindromo del Sator. Esso rappresenta un motivo di curiosità soprattutto per i significati magici che vengono attribuiti alla frase che vi è scolpita :  ROTAS OPERA TENET AREPO SATOR. Non si conosce la provenienza di questa pietra, né il perché della sua presenza qui ad Acquaviva Collecroce e non se ne conosce ancora oggi l’effettivo significato.

Era diffusa la convinzione che il quadrato rappresentasse un modo adottato dai primi Cristiani per adorare la croce. Infatti le due parole TENET, disegnano al centro del quadrato una croce perfetta e inoltre tutte le lettere del quadrato possono essere disposte in modo da formare le parole PATER NOSTER incrociate e poste tra le lettere A ed O, corrispondenti ad Alfa ed Omega, il principio e la fine. Ma questa tesi non spiegava nulla circa il significato letterale del quadrato presente tra l’altro in molte località italiane ed europee, soprattutto in molte zone della Francia, Spagna e Ungheria. Molte di queste località, soprattutto in Francia, furono possedimenti dei Cavalieri Templari e per questo gli studiosi hanno ipotizzato un legame tra il quadrato e il famoso ordine cavalleresco: sembra infatti che i Templari adottassero questo simbolo per contrassegnare dei luoghi particolari o per trasmettere delle preziose informazioni in forma codificata.

Ad ulteriore sostegno della teoria del quadrato magico come dimostrazione di una eventuale presenza dei Cavalieri Templari ad Acquaviva Collecroce, troviamo nascosta in un vicolo del paese una croce templare scolpita sulla pietra di una vecchia finestra.

 

Come già detto, il paese deve il suo nome alla sua terra ricca di acque e alle numerose  fontane, tra le quali sono più note la Fontana nuova ( Funda nova ), la Fontana vecchia ( Funda stara ), la Marmorizza ( Mrmarica ), il Pisciariello ( Pišaraj), e le Trocche ( Kortij ).

 

Ancora da vedere….

Monumento alla venuta dei Croati

Portale dell’antica chiesa

Arco di Palazzo Cantelmo

Casa della Corte del Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta

 

Sebbene nel comune sia riconosciuta l’esistenza della minoranza linguistica croata, oggi ben poco è rimasto degli usi e dei costumi originari. Anche se anticamente alcune usanze avevano un qualche carattere slavo, oggi si confondono completamente con gli usi molisani. È rimasto però il vivo ricordo di costumi scomparsi e di tradizioni abbandonate.

Diversi sono gli appuntamenti che durante l’anno offrono l’opportunità agli abitanti del posto di riunirsi in festa.

Il primo maggio tutta la popolazione festeggia la primavera portando in parata per le vie del paese il Maj, una struttura a cono con caratteri antropomorfi, ricoperta di fiori di campo ed erbe e trasportata da un uomo infilato al suo interno, seguito da una folla festosa che si lancia in balli e canti, godendo delle primizie offerte dalla terra. La festa, di origini molto antiche, seppur in uso in alcuni altri paesi del Molise, può vantare tuttavia un’autentica discendenza slava, poiché il Maj è documentato e presente in gran parte delle popolazioni slave, dove è chiamato Zeleni Juraj ossia Verde Giorgio.

La sera della Vigilia di Natale all’entrata della chiesa viene accesa una grossa fiaccola, chiamata Smrčka, anticamente formata da un tronco d’albero riempito con ceppi di ginepro, oggi formata da pezzi di legno contenuti in una costruzione di ferro a sua volta poggiata su una struttura con tre piedi. Questa viene accesa poco prima della mezzanotte per riscaldare simbolicamente il Bambino Gesù. Un tempo la Smrčka veniva costruita  dai giovani del paese che facevano a gara per illuminare il cammino dei fedeli verso la santa messa e non solo: questi, prima di recarsi  in chiesa, andavano alle porte delle rispettive fidanzate e intonavano serenate.

In occasione di ricorrenze particolari si possono non solo ritrovare gli usi di un tempo ma anche assaggiare  alcuni prodotti tipici.

Il Varak ( dal verbo variti che significa bollire ), una zuppa di legumi e cereali che si prepara tradizionalmente a San Donato, il 7 agosto, non solo è un piatto tipico ma con il tempo è diventata un’occasione per riunire la popolazione e stare insieme. Le sue origini non sono molto chiare; si dice che questa tradizione sia legata alla festività di San Donato ma anche che sia nata per ringraziare la natura per i buoni raccolti. Anticamente, quando la trebbiatura era ancora un'operazione molto lunga e laboriosa, capitava spesso che le famiglie esaurissero le scorte di farina ottenuta con il raccolto dell'anno precedente e allora si ovviava consumando direttamente il grano appena trebbiato, semplicemente mettendolo a bollire, aggiungendovi, nel caso, del sale e dell'olio.Probabilmente così è invalsa l'usanza di preparare il Varak, che normalmente era solo grano bollito. Negli ultimi decenni, con le maggiori disponibilità, è andato arricchendosi ed è diventata una pietanza più elaborata.

Le festività religiose sono legate al culto di San Michele Arcangelo, patrono del paese, i cui festeggiamenti, che si svolgono due volte l'anno, il 29 settembre e l' 8 maggio, richiamano numerosi devoti dei paesi circostanti e gli emigrati che in questa occasione tornano nel loro paese natio.

Altro appuntamento religioso molto sentito è il 3 febbraio, per la ricorrenza di San Biagio, il cui culto molto probabilmente è stato importato dalla vecchia Ragusa (Dubrovnik), visto che il santo è patrono di questa città, all'epoca degli spostamenti della popolazione slava verso questa sponda dell'Adriatico. In questa occasione si possono assaggiare i Kolači, dolci ripieni di mosto cotto, marmellata di uva, noci e mandorle tritate, miele, cannella e scorza d’arancia (ripieno detto kaškavuniska ) Questi dolci insieme alle Pandice ( due o quattro pagnottine di pane unite insieme al cui centro vengono incise con una chiave), venivano benedetti in chiesa e al termine della funzione religiosa e poi distribuiti alle persone forestiere che si recavano ad Acquaviva Collecroce in questo giorno per farsi benedire la gola. Oggi i Kolači si preparano tutti i giorni o per le festività in generale ed ha ottenuto anche il marchio "De.Co".

Durante il periodo estivo non mancano poi appuntamenti creati dalle varie associazioni, per l'intrattenimento di turisti e persone del luogo.

Testi e immagini fornite dal Comune di Acquaviva Collecroce

Comune di Acquaviva Collecroce

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E-mail: acquavivacollecroce@tiscali.it
Pec: comune.acquavivacollecrocecb@legalmail.it

Sito web: http://www.comune.acquavivacollecroce.cb.it/

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